martedì 2 giugno 2009

Il Cavaliere e la rivolta dei famigli (nota pubblicata su FB il 04/05/2009)

I signori feudali pretendevano fedeltà assoluta da parte dei loro vassalli ma anche, e sopratutto, dai loro famigli, ossia da quelle persone che a seguito del feudatario formavano la sua corte. Spesso tra queste si annoveravano le vere persone di famiglia (consorte, figli, cugini etc) oppure cavalieri o altra amena umanità. Se un vassallo si ribellava il signorotto provvedeva a punirlo duramente anche con la morte o sicuramente con notevoli sofferenze, ma se un famiglio si ribellava questo poteva anche essere l'inizio di una guerra per la successione e l'inizio della fine del suo strapotere.In questi giorni il cavaliere subisce una vera e propria rivolta dei famigli. Uno dei fidi scudieri lo rimbecca su diverse questioni importanti dagli immigrati ai ben più gravi attacchi alla nostra costituzione, gli alleati più fedeli (e di cavalleresca memoria lombarda anche se di cavalleresco hanno ben poco) mordono il freno e vanno avanti a pseudo ultimatum, e adesso...incredibile dictu...anche la consorte lo espone ad una gogna mediatica che ricorda tanto da vicino le vere gogne medievali, condite di sberleffi e sputacchiate varie, sul malcapitato. Insomma lo mette alla berlina dichiarando che non può sopportare una marito che "va con le minorenni..." (ma una volta esisteva un termine per indicare tale comportamento...ped...mah!!!!).Oggi sentivo un commento di Scalfari che chiariva come c'è una differenza tra un divorzio che, anche se di persone pubbliche, deve rimanere un fatto privato tranne che le motivazioni che hanno spinto una delle parti a richiederlo non siano ETICAMENTE importanti ai fini pubblici, come in questo caso appunto.Concordo con la Sig.ra Lario la domanda da porsi è come sia possibile che l'Italia un paese con la sua storia e con la sua cultura sia scivolato in questa fogna di brutture. L'altra domanda da porsi è se questa rivolta dei famigli possa in qualche modo risvegliare una coscienza in tanti italiani mostrando la realtà che ci circonda e che ben si chiarisce con una frase scritta dal buon padre Dante "povera Italia di dolore ostello...nave senza nocchiero in gran tempesta...non donna di provincia ma bordello".Viva L'Italia...quella vera, quellla libera, quella pulita...

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