sabato 25 luglio 2009

Università o Diversità 2


Al'di là delle precedenti considerazioni mi sembra corretto esaminare anche la reale situazione delle varie Università italiane...territorio martoriato da decenni di ministri incapaci, rettori inetti, professori ordinari malati di potere e protagonismo, docenti incapaci e chi più ne ha più ne metta.
Queste considerazioni non hanno regione nè connotazione politica ma come i finanziamenti passati si spandono a pioggia su tutto il territorio nazionale e nessuno si salva dagli schizzi di fango.
Il sistema universitario italiano non funziona, e non funziona in quanto a partire dal singolo professore fino ad arrivare ai ministri non si è mai voluto prendere in considerazione la indispensabilità di rivoluzionare un sistema che si basa su un concetto di Accademia che risale al medio evo, dove io professore ordinario sono Dio e voi tutti poveri associati, ricercatori, dottorandi e studenti siete solo i miei schiavi devoti, perchè sono io che decido se voi andate avanti o anche solo quello che dovete pensare (badate bene io frasi come queste in circa 15 anni di onorata carriera universitaria me le sono sentite dire sul serio).
Già la divisione in caste (Ordinari, Associati, Ricercatori, Dottorandi ecc.) non funziona, è una di quelle assurdità italiane nate per creare piccoli ed inutili poteri che fanno sentire bene soltanto chi crede di averlo senza però avere reali risvolti nella pratica quotidiana. Oggi gli ordinari nelle Università italiane sono solo dei VECCHI peraltro affetti da frequenti attacchi di malattie degenerative cerebrali. Non solo ma fra l'altro sono talmente incollati al loro posto che c'è qualcuno fra di loro che ha in questi giorni presentato dei ricorsi al pensionamento a 70 anni per potere andare in pensione non prima dei 75 anni....tutto ciò è devastante.
Oltre a questa evidente FOLLIA bisogna considerare anche che nelle Università gli sprechi sono enormi e devo dire che comunque spesso sono anche causati dalle gestioni ministeriali, ad esempio qualche anno fa il ministero impose questa rivoluzione del 3+2 per cui ci fu la corsa a creare corsi di laurea triennali nelle discipline più disparate vi sono degli esempi meravigliosi di italica fantasia come ad esempio un corso di laurea in "benessere del cane e del gatto" attivato all'Università di Bari oppure una magnifica laurea in "Scienza del fiore e del verde" attivato nella nordica e promossa Università di Pavia.
Chi allora aveva gridato allo scandalo, chi aveva vaticinato che tali follie avrebbero distrutto l'università e rimasto come sempre "vox clamans in deserto" e adesso...oggi si dice che bisogna ridurre questa pletora di corsi assurdi e assolutamente improduttivi perchè sono un costo insostenibile per le Università...ma pensarci prima no eh!!!
Inoltre visto che ormai se non hai almeno una pubblicazione all'anno su una rivista impattata rischi di essere considerato alla stregua di un decerebrato l'attuale classe docente deve fare: il ricercatore (di alto livelo badiamo bene) portando aventi ricerche innovative e che possibilmente siano vendibili (un ricercatore della facoltà di lettere mi chiedo a chi possa vendere una digressione sul singolare uso del simbolo SAMPI in alcuni scirtti greci dell'età classica argomento interessantissimo per un linguista ma assolutamente inutile per un industria...), il docente capace di sobbarcarsi un monte ore annuo non inferiore a 240 ore di lezione frontale più almeno il doppio per ricevimento studenti, esami, e un altro numero non meglio precisato di ore di preparazione delle lezione aggiornamento e varie (il tutto per essere ovviamente al meglio con studenti di cui nella media di un aula di 20 persone circa la metà ha il cervello connesso solo per usare il cellulare o per amene attività non inerenti alla materia che spieghi e dell'altra metà circa 6 sono piante e 4 esseri umani), il burocrate tenuto conto della quantità di carte, registri, verbali, e ammennicoli vari richiesti che farebbero impallidire un burocrate russo dell'epoca di Stalin...
Un pò di post fa scrivevo della separazione delle carriere mai come oggi questo concetto sarebbe da portare avanti ma chi avrà mai il coraggio di rivoluzionare un sistema che peraltro non vuole essere rivoluzionato ma in linea di massima tende a rimanere cristallizzato e a creare ancora più disparità tra nord e sud Italia.

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