domenica 8 novembre 2009

Violenza


Sul Corriere della Sera di ieri è stata riportata la notizia che la blogger cubana Yoani Sanchez, famosa per essere diventata una delle voci più libere e importanti che urlano da Cuba un desiderio di...normalità, è stata brutalmente fermata dalla polizia che dopo averla caricata su una automobile l'ha picchiata e poi scaraventata sul ciglio di una strada.


L'idea di una tale brutalità mi ha fatto venire in mente diverse considerazioni ed in primo luogo quella che un regime quando arriva a comportarsi in questo modo vuol dire che ha paura di essere ormai alle corde. Il regime castrista a Cuba difficilmente riuscirà a sopravvivere alla nuova generazione di ragazzi cubani che nulla vogliono sapere della "revolucion" ma che invece sarebbero ben felici di entrare in un Apple store e comprare un ipod. Non sembri una semplificazione è soltanto una cruda osservazione della realtà. In un paese dove non arriva nulla anche un ipod è una grande conquista sociale.


Ma non sono solo queste le riflessioni che mi vengono in mente; in questi giorni abbiamo assistito da noi ad un evento che ricorda molto da vicino il pestaggio della blogger ma con una aggravante che dietro non vi è alcuna ideologia o incarico di partito.


Il povero Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre dopo un arresto, è un segno malato della totale perdita di controllo della nostra società occidentale e civilizzata. Qui non si pesta una persona perchè ideologicamente crea un problema, la si uccide a furia di botte senza alcun apparente motivo, per pura violenza.


La violenza...


Noi viviamo in un mondo che ha fatto della violenza un emblema. Non esiste più la capacità di dialogo esiste soltanto la violenza verbale e fisica.


Il primo esempio viene dalla nostra politica dove non si usano più toni sommessi ma si urla e chi urla più forte è quello che ha ragione; non solo ma urlando si devono usare toni denigratori nei confronti dell'intrlocutore che deve essere ridotto all'impotenza e quindi giù con insulti, con insulti sempre più personali, con parole degne solo della peggiore feccia, non ha importanza se si ferisce una persona, non ha importanza se si fa del male l'importante è vincere una battaglia selvaggia. Violenza verbale ma anche fisica a partire dalle posture, dai gesti, dalle azioni. Le ronde che minacciano un ministro della repubblica e teorizzano la seccessione armata del Veneto dall'Italia, Carabinieri che minacciano e violentemente mettono alla berlina un politico a causa di una sua devianza sessuale (anche questa violenta come immagine anche se fa parte della sfera personale), un altro ministro della repubblica che urla e si pone violentemente contro tutto il mondo a causa di una rivendicazione leggittima di uno stato laico ossia togliere un simbolo religioso dalle aule scolastiche (dovebbero pensare che se vogliono il crocifisso nelle scuole non vedo perchè le ragazze musulmane non possano indossare il velo... ad ognuno il proprio simbolo). Insomma in questa società "civilizzata" pare che non si possa fare a meno della violenza e quindi non stupiamoci se qualcuno picchia un ragazzo che ha l'unico difetto di essere un tossicodipendente, e se poi il ragazzo muore non stupiamoci se il governo o le istituzioni cercano di coprire l'accaduto...in fondo cosa sarà mai successo, e solo morto un tossico nulla di grave...


mi chiedo... a quando i pestaggi e le torture stile "garage olimpo" a suon di tango?