domenica 23 maggio 2010

Il Cavaliere e il sogno argentino


Il Cavaliere ieri ha definito, nonostante le critiche che arrivano da tutte le parti, anche dagli USA, la legge sulle intercettazioni un "colabrodo" perchè, a suo dire, non è sufficentemente restrittiva nei confronti della stampa...
Ritengo che recentemente abbia mangiato una buona quantità di carne argentina e quindi ha fatto un sogno immaginando un Italia più o meno simile al paese d'oltreoceano nel periodo della dittatura militare... ma andiamo con ordine.
Siamo in Argentina tra il 1976 e il 1983 (o forse anche dopo... o in parte anche oggi...), in quel periodo la stampa veniva controllata e si arriva al punto di scrivere leggi che non limitano la proprietà dei mezzi di comunicazione. In questo modo una gentile signora, Ernestina Herrera de Noble, che oggi ha compiuto le 84 primavere, diventa proprietaria di uno dei due quotidiani del paese il "Clarin" ma non solo, nel giro di pochissimo tempo arriva a concentrare sotto il suo controllo ben il 75% di tutti i mezzi di comunicazione del paese...- provate a immaginare la faccia felice del Cavaliere ad un idea di questo tipo... fatto! bene continuiamo - la nostra gentile signora non si limita però ad acquisire questo controllo quasi assoluto sulla stampa e sui mezzi di informazione televisi e quant'altro ma fa di più... monopolizza anche il commercio della carta sul territorio e pertanto se qualcuno vuole stampare qualcosa... qualsiasi cosa... deve passare da lei che può decidere se vendergli o meno la carta... geniale ai limiti del diabolico - immaginate ancora la faccia felice del Cavaliere... fatto! ok - Cosa ottiene in cambio la nostra gentile e oggi anziana vecchietta... facile a dirsi due figli!!!!
Si avete capito bene ben due figli, ovviamente non suoi ma strappati a qualcuna di quelle donne che rapite e portate in uno dei tanti centri di detenzione clandestina di quel periodo diventavano "desaparacidos", partorivano, gli venivano strappati i figli e venivano portate a fare un ultimo viaggetto sull'oceano dove venivano scaricate come un pacco postale e eliminate... anzi per citare il Cavaliere " Erano belle giornate... li facevano scendere dagli aerei..." ... ma non è di questo che stiamo raccontando quindi...
Ritornando ai primi anni ottanta, dopo la sconfitta delle Malvinas i militari decidono che forse è il caso di mettersi da parte e affidano il governo della nazione argentina ai civili, Alfonsin... Menem, etc. Voi sicuramente direte questi signori avranno immediatamente cambiato qualcosa di quelle leggi che permettevano un tale controllo sui mezzi di informazione da parte di una persona? E invece no rimase assolutamente tutto uguale a prima... Queste leggi sono state cambiate solamente pochi anni fa e si è imposto che un unico propietario non può detenere più del 35% degli organi di stampa o informazione, con grave smacco per la nostra signora che ha dovuto trovare dei prestanome per le sue imprese (e ha mantenuto la proprietà delle industrie della carta - tanto che ancora oggi se vuoi pubblicare un giornale indipendente difficilmente qualcuno ti fornirà la materia prima su cui stamparlo...)- provate ad immaginare la faccia stizzita del Cavaliere a questa notizia e il suo commento indignato nei confronti di quei comunisti che hanno potuto esitare una legge così barbara... fatto! continuiamo - Come potete ben intuire la libertà di stampa in Argentina non è proprio il massimo, circa un mese fa le "Madri de Plaza de Mayo" hanno messo in scena un pubblico processo ai giornalisti che nel periodo della dittatura si sono resi complici con i loro articoli o anche solamente con il loro silenzio colpevole... e da noi??...
Il Cavaliere nel suo sogno argentino vedrebbe bene una stampa inesistente o servile e cerca di fare di tutto perchè non si possa più dire, scrivere, parlare trasformando sempre più l'opinione pubblica in amorfi soggetti che guardano programmi "intellettuali" come "la pupa e il secchione" dove tra tette e culi un povero frustrato (ma con un QI altissimo) snocciola una figura stupida dietro l'altra...
La legge sulle intercettazioni prima ancora che contro i magistrati e contro la libertà di stampa è evidentemente una legge contro la gente, tutta la gente... che non potrà sapere che non conoscerà più quello che succede e finirà per fare scomparire la propria coscienza dietro la soubrettina di turno...

Mi vergogno di essere italiano, in un Italia che scivola sempre più verso un sogno argentino...