venerdì 12 dicembre 2014

Fotografia e provincialismo

Cosa succede ad un fotografo che di colpo si ritrova catapultato in una città come Londra o ancora di più... come New York...?
Dipende dal fotografo, o meglio dalla persona che vive dentro al fotografo...
Per capirlo bisogna scomodare un pò di psicologia spicciola e un pò di buon senso, infatti per chi arriva dalla periferia come noi palermitani e siciliani una città come Londra appare come una metropoli luminescente e la trasformiamo nel centro del mondo senza poi renderci conto che a sua volta Londra è periferia rispetto ad altre città come New York o Tokio, e questo essere periferia si manifesta specialmente in alcuni campi... come la fotografia.
Inoltre se la persona non ha mai visto e vissuto queste città, già il fatto di arrivare a Londra modifica tutti i punti di vista e apre la mente alla "ὕβρις" più sfrenata.
Alla fine il risultato e più simile all'arrivo di Totò e Peppino a Milano che allo sbarco di una mente nella metropoli...
Questo "periferico" non farà altro che ricordare a tutti che adesso vive nella grande città  e che loro sono solo dei poveri disgraziati perchè non hanno il coraggio di andarsene dalla loro terra e non solo ma tutto quello che fanno non vale niente perché lui... "il genio"... sa far tutto meglio e sicuramente per questo adesso lui vive a Londra e loro sono rimasti nella periferia del mondo.
Il vero risultato di tutto questo e soltanto una dimostrazione assoluta di ignoranza culturale e provincialismo elevato alla massima potenza.

Vivere e lavorare a Londra nel campo della fotografia non è particolarmente difficile, in realtà non lo è mai stato, io sono arrivato a Londra la prima volta nel lontano 1983 e la città era viva, piena di occasioni e possibilità, trovavi lavoro con facilità e potevi, se volevi, lavorare ai tuoi progetti con semplicità... oggi se vado a Londra, e ci vado abbastanza spesso, vedo una città che rispetto a qualche anno fa tende alla decadenza, ma nonostante tutto offre ancora opportunità e quindi è facile trovare una collaborazione con il British Museum o con società per la realizzazione di cataloghi e foto... ben diverso è se vuoi fare "fine art" infati le gallerie sono più selettive e di difficile accesso (come in tutta Europa e come in tutto il mondo)... il problema è che non sempre chi fa delle bellissime fotografie si può considerare un artista.
L'anno scorso ho ricevuto una mail da parte di una importante galleria di Chelsea a New York la direttrice e curatrice mi invitava a discutere l'ipotesi di realizzare una mia mostra a NY... ovviamente potete immaginare l'emozione... arrivato in questa galleria discutiamo del fatto che lei era rimasta colpita da una mia foto pubblicata in un libro qualche anno fa e così aveva cercato in rete e visto i miei lavori... le erano piaciuti e voleva fare una mostra e promuovermi... il tutto alla maniera americana... io ti promuovo tu investi dei soldi su di te... il costo della mostra ovviamente è a tuo carico e vi garantisco che non è poco...
Già perchè se vuoi veramente fare il salto non lo fai a Londra, ma lo fai in una mteropoli assoluta come New York dove di fotografi bravi, ma veramente bravi... ce ne sono migliaia e dove per emergere devi veramente dimostrare di essere speciale di avere una luce interiore che ti fa essere qualcuno e non un perfetto realizzatore di schemi di luce e immagini d'effetto...

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