sabato 14 maggio 2016

Che cosa NON è la Street Photography...

Parlando di generi fotografici spesso ci si ritrova in una specie di foresta insetricabile di definizioni, etichette, sottogeneri che nenache Indiana Jones o la più tosta delle Lara Croft riuscirebbe ad uscirne. Ma in realtà molto spesso questi sono solo definizioni per coloro che si divertono più a parlare che a fare fotografia.
Il caso eclatante è quello della Street Photography o Fotografia di strada dove le definizioni si sprecano e anche fiumi di inchiostro e di parole, video, tutorial, seminari, webinar etc. etc.
Uno dei primi problemi che tutti si pongono è chi sono i grandi maestri della street e anche lì nomi più o meno a casaccio da Cartier Bresson, alla scuola americana da Robert Frank a William Klein ma alla fine mi chiedo se è poi così importante stabilire le caratteristiche di un genere...
Sicuramente come in tutta la fotografia è fondamentale guardare guardare guardare, le foto di chi ne ha fatto la storia, guardasi attorno, essere quasi bulimici di immagini, ma questo non deve confondere su quello che in realtà è la fotografia.
La fotografia di strada insieme con il ritratto è di per sè la fotografia nel senso più puro del termine.
Una diligenza della Well's Fargo
Agli albori della storia fotografica quelle enormi attrezzature venivano usate o per fare dei ritratti o per raccontare degli eventi o per essere testimoni di un momento o di un luogo, il concetto di fotografia come riproduzione della realtà oggettiva veniva presto messo da parte perchè si scontrava sempre più con la visione soggettiva del fotografo che poteva raccontare secondo la sua sensibilità quanto lo circondava.
Bene questi sono concetti base della storia della fotografia, la dicotomia tra io soggettivo e io oggettivo ha riempito anche lei pagine e pagine arrivando alla conclusione che non esiste un io oggettivo ma che le fotografie sono sempre e comunque governate da un io soggettivo ossia lo sguardo e la sensibilità del fotografo.
Eugene Atget
Chiarito questo punto la confusione sul concetto di "street" diventa massima perchè chi sostiene che la fotografia di strada è esclusivamente legata all'attimo e rappresenta una realtà oggettiva, va contro il concetto fondante la fotografia ossia il predetto io soggettivo.
Come vediamo in realtà creare dei generi è una evidente autolimitazione, nelle definizioni è insito il loro stesso limite.
Per cui cosa NON è la fotografia di strada?
Sicuramente non è una foto in posa, non è quindi un ritratto in studio, non vi è controllo delle luci se non quelle naturali, non vi sono orpelli, mistificazioni, magie da post produzione non vi è nulla di quello che spesso oggi intendiamo per intervento creativo (che poi lo sia davvero è un altro paio di maniche, acuni ritratti post prodotti sono semplicemente indecorosi per l'uso di photoshop).
E' una fotografia ruvida, un raccontare per immagini un luogo, un paese, una società. E' una testimonianza dei tempi di Atget come degli USA degli anni 60 e 70 o dei giorni nostri e se organizzata e legata ad un idea diventa reportage o fotografia documentaristica, se legata a fatti di cronaca diventa fotogiornalismo, sempre è racconto in una o più immagini.
Letizia Battaglia
La reale percezione è che non si può fare a meno della fotografia di strada perchè il nostro mondo sociale fa sì che per un fotografo tutto quello che lo circonda diventa potenziale scatto; spesso mi trovo ad immaginare l'occhio di un fotografo come una specie di occhio bionico che vede di colpo la sua fotografia venire fuori tridimensionalmente dal contesto e manifestarsi al suo creatore che deve premere il grilletto ossia il pulsante di scatto.
William Klein
La rappresentazione del quotidiano è l'obiettivo principale della fotografia e a latitudini diverse con sensibilità diverse e con stili diversi spesso si riproducono stili e empatie è il caso di foto di strada come quelle di Klein e di Letizia Battaglia adei bambini che giocano con delle pistole, diversissime come stile ma vicine nel racconto quotidiano.
In buona sostanza il risultato è sempre lo stesso, fotografare deve diventare come respirare e se si respira lo si fa dovunque e la strada, terreno sociale di interazione umana, è il luogo perfetto per racconti piccoli e grandi, per amori e perdite per testimonianze e innovazioni che devono necessariamente andare al di là delle etichette quindi la Street Photography sicuramente NON è un genere... è la fotografia.


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